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Riserva naturale di grande interesse, che permette di cogliere l’aspetto di una natura che si svela sempre più affascinante: nel fondo valle, a tratti boscoso, i tipici platani orientali, pioppi neri e bianchi, i salici e un ricco e odoroso sottobosco. Nei costoni, poco ripidi, fra ampi querceti, predominano i lecci. Negli ambienti più aperti è spettacolare in primavera, un tripudio di colori, la fioritura di iris, crochi, asfodeli e varie specie di orchidee. La zona è popolata da diversi tipi di animali, quali la volpe, il coniglio, la donnola, la martora, l’istrice, la libellula nera, diversi tipi di uccelli fra cui il falco pellegrino, la poiana e il raro codibugnolo e, nel fiume, trote e granchi. La valle rimase incontaminata fino al 1915, quando iniziarono i lavori per la costruzione del tracciato ferroviario della linea Siracusa-Ragusa-Vizzini. Disattivata nel 1956, di essa rimangono, le stazioni, i caselli e sporadici caseggiati rurali ben integrati nel paesaggio che, col passare del tempo, è ritornato dal suo status primitivo riacquistando così l’originario equilibrio ambientale.
Numerosi apiari rustici, impiantati da epoca immemorabile nella valle, hanno consentito lo sviluppo dell’apicoltura con una notevole produzione di ottimo miele. Oggi la valle è gestita dall’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Siracusa. Merita una visita la stazione di Pantalica e,in particolar modo, la grande "Masseria Specchi", tipica costruzione rurale.
Percorrere la Valle dell’Anapo è come compiere un viaggio indietro nel tempo immersi nella natura incontaminata, in un magico silenzio rotto solo dal canto dell’acqua che scorre nel fiume.
(Tratto da "Sortino porta di Pantalica")
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