Città di Sortino - Porta di Pantalica (Unesco)
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Città del Miele
Unione dei Comuni
 
Tradizione e Folklore...
 
 
La Sagra del Miele è la più importante manifestazione per la valorizzazione dei maggiori prodotti e risorse del territorio, la più antica in provincia. Il miele ibleo è quello cantato da Virgilio, Ovidio, Teocrito; quello che decine di apicoltori, i "fasciddari", con un arte e dei gesti antichi offrono agli oltre cinquantamila visitatori che ogni anno, nel primo week-end di ottobre, affollano le strade del paese in occasione della sagra. Negli stands, allestiti lungo il corso, è possibile degustare i vari tipi di miele, oltre ad assaggiare i dolci tipici. L'Amministrazione Comunale, nell'ambito della progettualità legata al miele, ha inoltre allestito la Casa Museo dell'Apicoltura Tradizionale, tappa obbligata per riscoprire la cultura iblea: "A Casa do' Fascitraru", infatti, racchiude secoli di tradizione e di impegno popolare che trae sostentamento dal rapporto fecondo con la natura circostante.
  Fra gli altri prodotti di questa terra l’olio d’oliva, il formaggio, gli agrumi, e il pizzolo ripieno. Inoltre le famose "mpanate", le "n’figghiulati " e i dolci al miele.
Numerosi sono i ristoranti e gli agriturismi sorti a Sortino in scenari bellissimi, per far degustare le famose prelibatezze e piatti della tradizione sortinese.

Di antichissima tradizione, "U Nummu ru Gesu" (Il nome di Gesù) è la rappresentazione sacro folcloristica più spettacolare e caratteristica di Sortino. Ancora oggi questa antica celebrazione della settimana Santa si rinnova, viva e palpitante.
Cristo alla colonna, in processione, si muove dal tempio di S. Sofia, nella notte tra giovedì e venerdì Santo, alle 3.30 del mattino. Tutto il popolo partecipa con fede e devozione al sentitissimo rito, che, alla luce spettrale dei falò (i farati) accesi dai fedeli dei vari quartieri lungo il tutto il percorso, assume, attraverso chiaro scuri di luci e di ombre, aspetti surreali e di grande effetto mistico.
La cinquecentesca statua lignea del Cristo alla colonna, altamente espressiva, fu ritrovata nel 1698 fra le maceri della chiesa di S. Maria del Casale, ubicata nell’antica Sortino.
Le ginocchia e i gomiti lacerati, il capo coronato di spine e grondante di sangue, il corpo flagellato e chino, come a portare il peso dei peccati del mondo, rendono in maniera impressionante il dramma e la sofferenza di Cristo.
(Tratto da "Nel regno dei Siculi" di D. Mollica)

Santa Sofia vergine e martire è la patrona di Sortino. La festa si celebra il 10 Settembre in una adeguata cornice di devozione e colori. I sortinesi la festeggiano dal 1538 anno in cui Paolo III dispose che la Santa diventasse patrona tutelare del paese. Le celebrazioni iniziano l’8 e terminano il 17 Settembre. La festa della patrona è anche motivo di incontro per tantissimi emigrati sortinesi.
A mezzogiorno del 10 si vive un momento centrale dei festeggiamenti con la spettacolare "Sciuta" del fercolo dalla chiesa, fra lo scampanio a festa, il lancio dei "zavareddi" e i fuochi pirotecnici.
 

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