|
Fra i monti Iblei, adagiato sul colle Aita, (438 mt. sul livello del mare), e circondato da profonde vallate, si trova Sortino, tesoro di storia, bellezze naturali ed architettoniche. Nel territorio insistono la valle dell’Anapo e del Calcinara e la necropoli di Pantalica (Sec. XIII-VIII a. C.). Nei registri angioini, all’anno 1277, si trova la prima menzione storica di Sortino, indicato come casale appartenente a Giovanni de Lentino. Diventato feudo intorno al XIV sec. venne assegnato alla famiglia Modica e successivamente agli Eredia. Questi ultimi nel 1477 vendettero la baronia al mercante pisano Guidone Caetano, che la tenne fino la 1812. L’antico centro, abitato da più di cinquemila persone, sorgeva nella valle del fiume Ciccio ed era diviso in sei quartieri con abitazioni ricavate da aperture naturali delle rocce a cui si aggiungeva una parte anteriore in muratura. Il terremoto del 1693 distrusse totalmente il sito antico. Alla ricostruzione, più a monte, contribuì generosamente la famiglia Gaetani.
Il forte sentimento religioso spinse i sortinesi ad avviare numerose opere di costruzione e ristrutturazione di chiese e conventi secondo lo stile dell’epoca, il barocco, che rimane ancora oggi la caratteristica dominate del patrimonio architettonico di Sortino. (tratto da "Sortino porta di Pantalica")
|