Città di Sortino - Porta di Pantalica (Unesco)
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Sortino Antica...
 
 
Il paese, in origine, consisteva, semplicemente, di una torre, costruita dai Saraceni sul monte Aita, dalla quale si controllava, strategicamente tutta la valle che parte da Pantalica e arriva in Siracusa, tale torre era un avamposto militare. Il nome Sortino, secondo qualche studioso, proverrebbe dall’arabo "Shortin" che significa vedetta accanto alla torre una volta cacciati i saraceni dalla Sicilia su concessione di Ruggero II, di Altavilla (1130 - 1154), nacquero il castello feudale è attorno un nucleo di case, il casale feudale di Sortino. Il feudo di Sortino fu concesso dalla imperatrice Costanza ad Arnaldo Conte di Modica i cui successori sostanzialmente rimase fino al 1477, in cui fu acquistato da Guidone Gaetani. L’acquisto del feudo da parte dei Gaetani, costituì per Sortino l’inizio di un nuovo evento infatti Sortino riuscì anche a diventare, autonoma, dalla contea di Modica, e con specifiche caratteristiche, proprie, che la distingueranno da quelle della medesima contea di Modica e anche dalle limitrofe contee di Augusta e di Melilli. Dopo l’immane terremoto del 1693, che distrusse oltre 50 centri abitati, fra paesi e città della Sicilia la ricostruzione di Sortino fu opera dei Gaetani che non solo stanziarono le ingenti somme necessarie ma fecero venire da Palermo un architetto per la progettazione e la direzione dei lavori. La vecchia Sortino che si trovava sul dorso del monte Aita soccombette quasi per intero insieme al suo castello la nuova Sortino rinacque tutta sulla cresta del monte, a Nord, a partire dal sito in cui esistevano le due religiose delle Benedettine e Cappuccini anche esse gravemente danneggiate. La scelta del nuovo sito fu dettata dal fatto che l’antica Sortino, costruita sul dorso del monte Aita era esposta a smottamenti; i Gaetani diedero incarico ad un architetto di Palermo per la progettazione e la direzione dei lavori. Tale architetto di cui non si conosce il nome, venne a Sortino e ricostruì il paese secondo un piano regolatore con schema a griglia, che si ispirava all’impianto urbanistico di Palermo: il corso Umberto, quale asse urbanistico della città, si incrocia con una via molto larga, la via Libertà, formando così i Quattro Canti ( vedi i Quattro Canti di Palermo ). Rispettando i canoni estetici del Barocco sul corso quale luogo centrale e via principale, si affacciano molti dei palazzi e delle chiese di Sortino e si aprono molte piazze.
(Tratto da "SiciliaAntica Sortino")
 

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