Città di Sortino - Porta di Pantalica (Unesco)
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Chiese...
 
 
Chiesa di Santa Sofia
La chiesa, già esistente nel XV sec. come risulta da una incisione sul portone del prospetto laterale destro, fu ricostruita (1701-1720) su progetto del sortinese Giovanni Iraso. La facciata si erge su due ordini culminanti in un campanile dove insistono tre finestre con arco a tutto sesto. Il bel portale centrale è affiancato da due colonne tortili reggenti un cornicione con elaborati bassorilievo. L’interno della chiesa, a pianta rettangolare è a tre navate. Affreschi e stucchi adornano la volta centrale arricchiscono anche la lunette ove sono ubicate le finestre. Di particolare interesse: l’altare maggiore, in marmo, risalente al 1750; la statua di Cristo alla colonna, proveniente dalla Chiesa di Santa Maria del Casale di Sortino Vecchio e la statua lignea di San Francesco di Paola (1762).
Chiesa Madre
Su un piazzale lastricato magistralmente con ciottoli di fiume bianchi e neri e delimitato da pilastri quadrangolari sormontati da grosse anfore, si erge la Chiesa Madre dedicata a san Giovanni evangelista (1734- 1759).
La facciata in stile barocco, presenta tre nicchie contenenti le statue di San Giovanni, Mose’ ed Elia e un portone centrale affiancato da due coppie di colonne tortili. L’interno è a tre navate delimitate da grossi pilastri che confluiscono in un luminoso transetto su cui è impostato la cupola. Nell’abside sono posti un coro ligneo e una tela, del pittore Giuseppe Cristadoro, raffigurante l’Apocalisse di San Giovanni Evangelista.
Di particolare interesse artistico: alcuni quadri del celebre pittore Vito D’Anna, la volta centrale affrescata anch’essa dal Cristadoro, il pulpito in legno e decorato, l’organo, opera di Donato Del Piano di Napoli, il fonte battesimale e l’acquasantiera del 1556.
Chiesa della Natività di Maria e Monastero di Montevergine
L’incantevole chiesa dedicata alla Natività (1779), vero gioiello di architettura barocca, è contigua al monastero di Montevergine, edificato nel secolo XVI e ricostruito e ampliato in seguito ai terremoti del 1693. La facciata, alta e armoniosa, presenta un movimento concavo– convesso e una ricca trabeazione divide primo dal secondo ordine culminante in un a bella loggia campanaria. L’interno a navata unica, ha forma rettangolare con angoli smussati, l’abside è arricchita da un bell’altare marmoreo sormontato da una tela raffigurante la “Natività”, affiancata da due statue riproducesti la Fede e la Speranza. Al di sopra del Vestibolo un matroneo è delimitato da un parapetto in legno ricco di fregi dorati sormontato da una gelosia bombata. Nel pavimento della chiesa, maiolicato a piastrelle di Valenza, è rappresentata “La Pesca Miracolosa”. La volta, a botte lunettata, arricchita da un affresco, “Il Trionfo della Fede “, opera del pittore Sebastiano (Lo) Monaco.
Chiesa della SS. Annunziata
I lavori di costruzione iniziarono nel 1717 ma la Chiesa fu aperta al culto solo nel 1740. Inserita sull’asse principale del paese, ha un prospetto molto semplici ad eccezione del ricco ed elaborato portale affiancato da quattro basamenti quadrangolari di cui due sormontati da colonne, scanalate in obliquo e in verticale, che sostengono il cornicione ricco di fregi. A pianta rettangolare è a pianta unica, presenta ai lati quattro ampie nicchie con altrettanti altari in marmo adorni di quadri. Ogni nicchia è separata da lesene caratterizzate da capitelli in stile corinzio. La trabeazione ricca di decorazioni che separa il primo dal secondo ordine, dove le finestre sono inserite in vele lunettate. La volta è a botte e vi si evidenziano stucchi ed affreschi del Cristadoro eseguiti intorno al 1779. Sull’altare maggiore è posto un magnifico dipinto su legno, raffigurante l’Annunciazione della Vergine (1551).
Collegio di Maria e Chiesa di S. Antonio Abate
Fondato nel 1761 allo scopo di educare le ragazze bisognose di assistenza, il Collegio di Maria, tutto in pietra calcarea di colore rosato, si articola su tre piani ed ha finestre dotate di inferriate ricurve. La chiesa, consacrata nel 1764, presenta una facciata abbastanza articolata con tre aperture abbellite da cancelli in ferro battuto. L’interno, ad unica navata con ai lati altari delimitati da archi, e arricchito da pregevoli quadri ed ha un organo in legno decorato. Sull’altare maggiore una grande tela raffigura la glorificazione del Santo attorniato da angeli. La volta, finemente affrescata, porta la firma Cristadoro.
Convento e Chiesa dei Padri Cappuccini
Del Convento dei Frati Cappuccini (1556), dopo il terremoto del 1693, rimasero pochi resti fra cui : il lato del dormitorio a sud, la scalinata che immette ai piani superiori e la parte occidentale della chiesa. Entrambi furono ricostruiti e completati intorno al 1748. La chiesa è di semplice costruzione: la facciata si sviluppa in un solo ordine ed priva di decorazioni; la navata principale , con una volta a botte lunettata, è affiancata da una navata laterale in cui si trovano due altari in marmo e un organo in legno (1905). Di particolare pregio è l’altare maggiore, realizzato verso la fine del ‘700, da frate Angelo Mazzarino. Solenne e maestoso, è costituito da piccoli gradini intarsiati con legni pregiati quale l’albicocco e la rosa, mentre per alcuni pannelli sono state utilizzate parti essiccate del fico d’India. Al centro dell’altare è posto il ciborio arricchito da nicchie in cui sono disposte deliziose statuette in legno. Gli affreschi della volta sono da attribuirsi a G. Cristadoro. Nel convento, annesso alla chiesa, si custodiscono : una statua di S. Antonio del XVI sec., una tela raffigurante il martirio si S. Sebastiano, il cui stile fa riferimento alla scuola caravaggesca, e una ricca biblioteca.
Chiesa di S. Pietro
Costruita intorno al 1698 presenta la struttura tipica delle chiese rurali esistenti nel territorio. Il semplice prospetto, delimitato da due robusti cantonali, rispecchia l’interno della chiesa. Il portone è coronato da un elegante e corposo cornicione, sul quale si apre una finestra di forma ottagonale con vetri policromi. Ad unica navata, nel primo ordine si susseguono delle lesene che terminano con capitelli corinzi, mentre nel secondo sono presenti delle finestre ottagonali. Di rilevante interesse sono due quadri del XV sec. raffiguranti Santa Margherita e la SS. Trinità.
Chiesa di S. Sebastiano
La chiesa dedicata a S. Sebastiano fu costruita nel 1720. Il portone d’ingresso è affiancato da alte colonne con capitelli corinzi sormontati da un timpano. Ha un’unica navata ricca di stucchi e la volta, affrescata da G. Cristadoro, narra il giudizio e il martirio del santo. Tra le finestre della volta centrale si possono ammirare dipinti raffiguranti i profeti maggiori. Due colonne fanno da supporto al timpano che sovrasta l’altare maggiore in legno dove è posta la statua di S. Sebastiano opera di Don Sofio Ferreri (1717).
Chiesa del Purgatorio
Consacrata nel 1698, fu una delle prime ad essere costruite. L’alta e solenne facciata, limitata da due ricchi e poderosi cantonali bugnati, si sviluppa su due ordini. Nel primo domina un portale ornato da un timpano sovrastato da statue, nel secondo una grande finestra rettangolare affiancata da due aperture, con arco a tutto sesto e parapetto di pilastrini. L’interno della chiesa è ad unica navata, con ai lati quattro altari in marmo, adorni di quadri e racchiusi fra pilastri riuniti da arco a tutto sesto. L’altare maggiore, delimitato ai alti da colonne con capitelli corinzi e superiormente da un timpano, contiene una tela raffigurante due angeli che sostengono una grande croce. Al centro della navata si trova un organo con una cantoria lignea riccamente decorata con fregi e dorature. Particolare nota merita la cupola di forma ottagonale all’esterno poggiato su un tiburio circolare all’interno.
Chiesa di San Francesco
Edificata nel 1737 grazie alla fede e alla generosità del popolo, la chiesa con annesso convento, fu consacrata il 20 giugno 1742.
La facciata presenta un elaborato portale sormontato da uno stemma raffigurante una croce. L’interno, di forma rettangolare, è ad unica navata con quattro altari posti simmetricamente tra le lesene del primo ordine. In uno di essi è posta la statua lignea di S. Antonio. Sull’altare maggiore è posta una pregevole custodia del SS. Sacramento, in legno intagliato, caratterizzato dall’apertura in mosaico di madreperla su cui è incastonato un cuore in argento e spighe disegnate in oro. Alla destra del portone d’ingresso una scala in legno conduce al coro in cui si trova un organo costruito nel 1757 da Pietro Santucci.
(tratto “Sortino porta di Pantalica”)
 
Palazzi...
 
 
Palazzo Rigazzi Leopoldo (Corso Umberto I, 119 )
Fatto edificare all’inizio del XVIII secolo da don Leopoldo Rigazzi ha una struttura architettonica molto semplice e presenta dei balconi sorretti da grandi mensole lapidee. Il portale d’ingresso, imponente e solenne, è delimitato da due colonne, con capitelli corinzi, che sostengono il largo architrave modanato, con cornicione aggettante sul quale ha sede il grande balcone centrale.
Palazzo Parlato Tartaglia (Via Luigi Capuana, 90)
Fatto costruire dal Sacerdote Don Giuseppe Pandolfo si sviluppa principalmente nella via Duca D’Aosta sulla quale si affacciano cinque balconi sorretti da grandi mensole scolpite, mentre nel piano inferiore si aprono finestre rettangolari. In via L. Capuana si trova il portale d’ingresso con arco a sesto ribassato, affiancato da lesene rettangolari che sostengono un elegante cornicione, sul quale poggia un ampio balcone. L’edificio è delimitato agli angoli da cantonali bugnati ed è coronato da una serie continua di mensoline abilmente scolpite da artigiani sortinesi.
Palazzo Municipale (Via Municipio, 2)
Appartenente al Sac. Gaetano Pungello, di questo palazzo si hanno notizie a partire dal 1717. In seguito un suo nipote lo donò alla Congregazione di Carità di Sortino, che lo adibì ad ospedale denominandolo “Ospedale S. Lorenzo”. Dal 1895 l’edificio, ristrutturato, è utilizzato come palazzo municipale. Sulla via Municipio si apre il portale d’ingresso con arco a tutto sesto che reca, sulla chiave di volta, una testa muliebre con corona di alloro. Ai lati di esso, quattro paraste sorreggono un cornicione decorato nella parte inferiore da triglifi. Nel piano superiore si affacciano dei balconcini, uno dei quali di ispirazione barocca. Il prospetto di C.so Umberto I presenta al piano inferiore cinque porte lineari, in quello superiore altrettanti balconi sorretti da mensole scolpite. L’edificio, che presenta agli angoli due cantonali poggianti su alto plinto, è chiuso in cima da una dentellatura.
Palazzo Musco (Via P.pe di Piemonte)
L’edificio, risale al XIX secolo. Il prospetto più interessante è quello di via P.pe di Piemonte, che presenta tre aperture sormontate da altrettanti balconi, sorretti da mensole intervallate da motivi floreali, paesaggi e figure umane. Gli angoli di questa facciata mostrano dei cantonali poggiati su alto plinto. In alto l’edificio è circondato da una dentellatura a mensoline scolpite, al di sopra della quali si trova la terrazza con ringhiera in ferro inframmezzata da piccoli pilastri decorati.
Palazzo Valguarnera (Corso Umberto I° )
Costruito nel XVIII, fu di proprietà del nobile Paolo Valguarnera. Il prospetto è dominato dal grande portale d’ingresso, sovrastato da un architrave, su cui poggia un balcone, le cui aperture sono sormontate da architravi e frontoni triangolari e semiellittici alternati. In alto una lunga sequenza di mensoline, scolpite in pietra, sorreggono una serie continua di tegole ornamentali di argilla che chiudono il prospetto.
All’interno dell’atrio, a cui si perviene attraverso un ampio e profondo vestibolo coperto da volta a botte in pietra, si trova una cisterna che un tempo costituiva la riserva idrica dell’abitazione.
In fondo all’atrio un’ampia scala a cielo aperto consente l’accesso al giardino dividendosi poi in due rampe che conducono al piano superiore.
Palazzo Sortino – Serges (C.so Umberto I, 51)
Edificato nel XIX secolo, probabilmente in origine appartenne al barone Augeri. Il palazzo, alto e solenne, con balconi sorretti da mensole scolpite, è delimitato agli angoli da cantonali, bugnati nella parte inferiore e decorati nella parte superiore; in alto è chiuso da una trabeazione, aggettante e dentellata, e da un basso muretto. Nel corso Umberto I si apre il portale d’ingresso, a tutto sesto che immette, tramite una scala, in un cortile interno dove si trova una cisterna.
(tratto “Sortino porta di Pantalica”)
Palazzo Rigazzi Mariano (Via Municipio, 22)
E’ un edificio settecentesco, con motivi decorativi che lo rendono un vero gioiello dell’architettura barocca sortinese. La facciata, arricchita da ringhiere in ferro battuto, presenta un portale d’ingresso, ad arco tondo con ai lati due colonne, su cui insiste un largo architrave sormontato da un loggiato con due ampie arcate. Il primo piano dell’abitazione è caratterizzato da sei balconi in pietra sagomata e parapetto in ferro artisticamente lavorato. Il prospetto è chiuso da una serie continua di mensoline in pietra scolpita.
Palazzo Mariano Matera Valguarnera (Via Santa Sofia, 19)
Fatto costruire da Don Mariano Matera Valguarnera intorno al 1698.
All’immobile si accede attraverso un ampio portale con arco a tutto sesto, affiancato da due colonne abbellite da capitelli corinzi e sormontate da un ricco architrave sul quale spicca un possente cornicione variamente modulato. Oltrepassato il portale, ci si immette in un ampio atrio in cui, a destra, una larga coperta da una volta a botte conduce al pian nobile. Nell’atrio si trovano vasti ambienti chiusi da massicce volte a crociera, in pietra calcarea, limitate da colonne e archi a tutto sesto e che, insieme alle stanze del piano terra , fungevano da scuderie, stalle magazzini. Nella facciata interna, al di sopra del portone, spicca una lunga balconata sorretta da grandi mensole minuziosamente intagliate.
All’interno dell’edificio, chiuso in alto da una trabeazione ricca di fregi, si trova un secondo cortile, alberato, con una cisterna di bell’effetto artistico e con una scala a cielo aperto che conduce al piano superiore.
 

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